Il Libro
Colmando un’analisi storica che sorprendentemente mancava, Beniamino Andrea Piccone ricostruisce l’attacco politico-giudiziario che colpì la Banca d’Italia il 24 marzo 1979, da considerarsi un giorno nero per la storia italiana.
Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia e Mario Sarcinelli, vicedirettore generale con delega alla vigilanza, in modo pretestuoso e grottesco furono accusati dalla Procura di Roma di interesse privato in atti d’ufficio e favoreggiamento personale per non aver trasmesso all’autorità giudiziaria notizie contenute in un rapporto ispettivo sul Credito Industriale Sardo, istituto di credito pubblico che aveva largamente finanziato il gruppo chimico SIR di Nino Rovelli, oggetto di indagine da parte della magistratura.
La Banca d’Italia di Baffi e Sarcinelli – ben diversa sul fronte della vigilanza da quella diretta da Guido Carli – dava fastidio. A chi? Alla P2 di Licio Gelli, a Michele Sindona, a Roberto Calvi, al gruppo Caltagirone indebitato fino al collo con Italcasse. Ai quali Baffi aggiunge alcuni giornalisti e magistrati, «finanzieri vaticani e dirigenti di qualche istituto centrale di credito; uomini politici e loro caudatari; alti funzionari dello Stato».
Nel volume si evidenzia come i mandanti dell’attacco alla Banca d’Italia siano gli stessi che verranno condannati in via definitiva per la strage di Bologna del 1980, ai quali Baffi e Sarcinelli bloccarono le vie di finanziamento occulte provenienti dal Banco Ambrosiano.
Paolo Baffi e Mario Sarcinelli verranno prosciolti da ogni accusa l'11 giugno 1981. Troppo tardi per Baffi, che ormai aveva lasciato Via Nazionale (ottobre 1979), e per Sarcinelli, cui di fatto si impedì di diventare a sua volta governatore.
L’Autore
Beniamino Andrea Piccone, Wealth Advisor presso Banca Generali, storico dell’economia, insegna Sistema finanziario presso l’Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza e all’Istituto Marangoni di Milano. Ha lavorato a Milano e a Londra in banche d’investimento e società di gestione del risparmio.
Collaboratore de «La Repubblica» e «Milano Finanza», è l’animatore di «Faust e il Governatore», apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico.
Ha curato il volume di Paolo Baffi. Parola di Governatore con Sandro Gerbi (2013); il carteggio tra Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo, Anni del disincanto. Lettere 1967-1981 (2014); i volumi di Paolo Baffi. Servitore dell’interesse pubblico. Lettere 1937-1989 (2016) e Via Nazionale e gli economisti stranieri 1944-1953 (2017), tutti editi da Aragno. È l’autore de L’Italia: molti capitali, pochi capitalisti, Il Sole 24 Ore (2019), prefazione di Francesco Giavazzi.
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